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Come Solidays ha trasformato l’influenza dei creator in un movimento per la sensibilizzazione sull’HIV
Solidays, il festival solidale più iconico in Francia, ha costruito una strategia con i creator di lungo periodo per amplificare la sua lotta contro HIV e AIDS. Con Kolsquare, l’evento si affida alla musica, all’attivismo e alla voce autentica dei creator per far vivere i suoi messaggi ben oltre il festival.
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Su Solidays: un festival guidato dalla solidarietà
Creato nel 1999 dall’associazione Solidarité Sida, Solidays è molto più di un festival musicale. È una piattaforma di raccolta fondi e sensibilizzazione su larga scala dedicata alla lotta contro l’HIV/AIDS, in Francia e a livello internazionale.
A differenza delle organizzazioni che si concentrano principalmente sul finanziamento della ricerca medica, Solidays destina le sue risorse a programmi sul campo: supporto alle persone che vivono con l’HIV, accesso più ampio alle cure e alla prevenzione e sostegno alle associazioni locali in regioni in cui gli antiretrovirali e perfino i mezzi di protezione di base restano difficili da ottenere.
“Quando compri un biglietto per Solidays, puoi aiutare donne in Africa ad accedere agli antiretrovirali o lavoratrici del sesso in India ad avere accesso ai preservativi”, spiega Julie Beiger, responsabile dell’influence per Solidays.
In oltre vent’anni, il festival ha accolto più di 4 milioni di partecipanti e raccolto oltre 100 milioni di euro per finanziare programmi sul campo in tutto il mondo, ma il suo impatto va ben oltre la raccolta fondi: in Francia, Solidays è riconosciuto come un festival di utilità pubblica, un vero strumento di educazione e mobilitazione dei giovani.
Per tre giorni all’Ippodromo di Longchamp a Parigi, i partecipanti assistono non solo ai concerti di grandi artisti, ma anche a campagne di prevenzione, mostre educative come “Sex in the City”, conferenze e a un vivace villaggio solidale che riunisce più di 100 associazioni.
Migliaia di preservativi vengono distribuiti sul posto e vengono incoraggiate conversazioni aperte sulla salute sessuale, in un momento in cui le diagnosi di HIV tra i giovani sono aumentate significativamente negli ultimi dieci anni.
E soprattutto, Solidays è guidato dalle persone. Circa 3.000 volontari contribuiscono ogni anno a rendere possibile il festival e anche i creator che sostengono l’evento lo fanno su base volontaria, rafforzando questo spirito di comunità.
Indipendente e non commerciale nella sua struttura, Solidays si distingue in un panorama di eventi sempre più dominato da grandi gruppi dell’intrattenimento. Il suo modello ibrido combina musica, attivismo e impegno volontario all’interno di uno stesso ecosistema, dove la cultura diventa un catalizzatore di solidarietà.
La sfida: mantenere la prevenzione al centro della conversazione
Per Julie Beiger, la sfida va ben oltre la promozione di un evento estivo. Le vendite dei biglietti sono essenziali perché finanziano i programmi di Solidarité Sida. Ma è altrettanto cruciale garantire che i messaggi sulla salute sessuale e sulla prevenzione dell’HIV continuino a raggiungere i giovani in modo chiaro, costante e senza stigmatizzazione.
“Non stiamo semplicemente promuovendo una line-up”, spiega Julie. “Difendiamo una causa. La musica è il punto di ingresso, ma è la missione a fare la differenza.”
In un panorama mediatico frammentato, in cui i giovani si fidano più delle voci digitali che dei discorsi istituzionali, l’influenza permette ai messaggi di prevenzione di circolare naturalmente all’interno di comunità che forse non li incontrerebbero mai attraverso i canali tradizionali.
Allo stesso tempo, l’aumento dei costi di produzione dopo il Covid ha aumentato la pressione sulle vendite dei biglietti, principale fonte di finanziamento dei programmi di Solidarité Sida. L’influenza svolge quindi un doppio ruolo: amplificare la prevenzione e sostenere il modello economico che finanzia le azioni sul campo.
“Molti pensano che l’HIV non sia più un tema”, sottolinea Julie. “Eppure l’HIV e le altre infezioni sessualmente trasmissibili tra i giovani continuano ad aumentare significativamente. Non è un dettaglio. È meglio proteggersi.”
Per Solidays, la visibilità non è solo un obiettivo di marketing. È una responsabilità di salute pubblica. Ciò che viene detto al festival deve risuonare ben oltre i palchi.
“Quello che viene detto a Solidays è potente”, spiega Julie. “Ma è ancora più potente se viene amplificato oltre il festival. Per questo lavoriamo con i creator. Sono veri e propri media che moltiplicano la nostra portata.”
La strategia: dai pionieri di YouTube a una comunità di creator impegnati
Solidays è stato uno dei primi festival in Francia a integrare l’influence marketing nella propria strategia, già nel 2017 quando era ancora considerato “una scelta audace”.
“Eravamo pionieri”, ricorda Julie. “Per noi era evidente che i creator stavano diventando veri e propri canali media.”
Dalle prime collaborazioni con YouTuber, le relazioni con i creator si sono rafforzate in modo organico. Squeezie scopre Solidays nel 2018 durante la sua prima esperienza in un festival, prima di tornarci l’anno successivo per salire sul palco. HugoDécrypte frequenta il festival da diversi anni e lo sostiene attraverso una collaborazione volontaria.
“Non sono semplici collaborazioni”, spiega Julie. “Diventa una famiglia: costruiamo relazioni vere, sono portavoce che amplificano ciò che accade a Solidays e lo prolungano oltre il festival.”
La crescita della portata riflette questo effetto moltiplicatore. Nel 2017, 15 creator hanno generato 800.000 di reach. Nel 2019, 93 creator hanno raggiunto 53 milioni di reach.
Oggi il programma creator è più strutturato e strategico. Nel 2025, 43 creator gestiti direttamente dal team di Julie hanno generato quasi 9 milioni di reach e quasi 1 milione di euro di EMV (earned media value). Altri 4 milioni di reach sono stati generati tramite attivazioni realizzate dai partner.
“Prima gestivo più di 100 creator da sola”, spiega Julie. “Oggi siamo più strutturati. Ci concentriamo sui profili giusti, quelli che portano davvero il messaggio.”
L’influencer marketing è pienamente integrato nell’ecosistema complessivo di comunicazione. I creator partecipano a interviste stampa sul posto, producono contenuti per i canali owned di Solidays e contribuiscono a uno storytelling cross-platform.
“Sarebbe un peccato non collegare l’influencer marketing al resto dell’ecosistema”, aggiunge Julie.
Selezione dei creator e approccio editoriale: i valori prima delle metriche
Se i creator sono le voci digitali della missione di Solidays, la scelta dei profili è determinante. L’amplificazione funziona solo se il messaggero è credibile. Il casting non può quindi basarsi esclusivamente sulla portata.
“Non inviteremmo mai qualcuno le cui posizioni siano in contraddizione con i nostri principi”, spiega Julie. “È fondamentale che il creator condivida sinceramente i nostri valori.”
Grazie al motore di ricerca data-driven di Kolsquare, il team analizza i profili dei creator che richiedono un accredito per verificare l’autenticità della loro audience e la loro affinità con i valori di Solidays, in un contesto in cui le richieste sono numerose e i posti limitati.
Il team seleziona un mix equilibrato di micro e macro creator provenienti in particolare dai settori della salute, del food, della musica, della sostenibilità, dell’inclusività e della diversità. Ogni profilo viene scelto non solo per la dimensione della sua audience, ma anche per la sua capacità di incarnare una specifica sfaccettatura dell’identità del festival.
I tassi di engagement e i punteggi di credibilità vengono analizzati in dettaglio.
“Alcuni profili mostrano numeri gonfiati”, osserva Julie. “Poter verificare la credibilità dell’audience è essenziale.”
Un creator food può mettere in luce iniziative contro lo spreco alimentare. Un creator lifestyle può valorizzare lo spirito di volontariato. Altri si concentrano maggiormente sui messaggi di prevenzione e inclusione.
Ogni voce aggiunge un livello alla storia di Solidays e porta il suo messaggio all’interno di molteplici comunità.
Il ruolo di Kolsquare: trasformare la convinzione in impatto misurabile
Selezionare i creator giusti è solo il primo passo. Una volta avviate le relazioni e pubblicati i contenuti, diventa essenziale misurare l’amplificazione e dimostrare l’impatto. Per un’organizzazione non profit come Solidays, l’intuizione non basta. Ogni azione deve essere giustificata.
“Per noi Kolsquare è uno strumento straordinario”, spiega Julie. “È un vero strumento strategico di mobilitazione.”
Il vero valore della piattaforma risiede nel reporting centralizzato, che raccoglie tutti i contenuti pubblicati durante il festival. Un vantaggio fondamentale in un weekend intenso come Solidays, in cui è impossibile monitorare tutto in tempo reale.
Il team può così misurare l’impatto delle collaborazioni e identificare i creator che diffondono realmente i messaggi del festival.
“Kolsquare mi aiuta a raccogliere tutti i contenuti e a misurare l’impatto”, precisa Julie. “In concreto ci permette di vedere quante persone abbiamo raggiunto e quale sia la reale eco di Solidays.”
Julie segmenta i report delle campagne per ecosistema, artisti, partner e creator per analizzare ogni contributo e perfezionare la strategia anno dopo anno.
“Dobbiamo giustificare le nostre azioni internamente”, aggiunge. “Avere dati chiari su reach ed EMV fa davvero la differenza.”
Una portata che alimenta la rilevanza. Una rilevanza che crea impatto.
Dal lancio della sua strategia di influence, Solidays è passato da 800.000 di reach nel primo anno a decine di milioni ogni anno su Instagram, TikTok e YouTube.
Ma la portata non è un fine. È una leva. Ogni impression rappresenta una persona esposta a conversazioni sulla prevenzione dell’HIV, sulla solidarietà e sull’impegno. Ogni contenuto prolunga la missione educativa ben oltre i tre giorni del festival a giugno.
“Lo vediamo nei commenti”, spiega Julie. “Le persone non fanno solo domande sugli artisti ma si interessano alle associazioni e chiedono come impegnarsi. Il nostro obiettivo principale non è sviluppare la nostra community: è diffondere il messaggio il più possibile.”
In un contesto in cui i finanziamenti globali per la salute sono sotto pressione, questa amplificazione rafforza direttamente la resilienza del modello. Più visibilità sostiene le vendite dei biglietti. Più biglietti finanziano i programmi. Più programmi significano maggiore accesso alla prevenzione e ai trattamenti.
L’influenza diventa così circolare. E la missione continua a viaggiare, portata dai creator che agiscono come intermediari di fiducia tra attivismo e cultura giovanile.
Combinando rilevanza culturale e precisione data-driven, Solidays ha trasformato l’influenza in un potente motore di sensibilizzazione e raccolta fondi. Radicata nell’energia del volontariato, nelle relazioni durature con i creator e in un impatto misurabile, la strategia dimostra che l’influenza può servire molto più della semplice visibilità di un brand.
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