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March 18, 2026

Chi ha davvero alimentato l’hype degli Oscar su Instagram nel 2026?

I dati Kolsquare rivelano quali attori, media, creator e maison hanno trasformato la awards season in un impatto misurabile sui social media.

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Nel periodo che precede gli Oscar, Instagram non si limita a riflettere la conversazione. La plasma.

Tra il 1° gennaio e il 17 marzo, un ecosistema complesso di talk show, piattaforme media, brand e creator ha trasformato gli attori candidati agli Oscar in momenti virali, meme e milioni di impression.

Abbiamo usato Kolsquare per analizzare i principali attori, brand di moda e account Instagram che hanno pubblicato contenuti sui candidati agli Oscar durante questo periodo. Ecco una panoramica dei veri vincitori degli Oscar sui social media.

Gli Oscar si vincono sul palco, ma quali attori hanno vinto sui social media?

La posta in gioco è alta, e questa intensità si riflette anche sui social media e diversi attori sono riusciti a trasformare le nomination in un impatto misurabile.

Abbiamo analizzato i dati relativi ai tre mesi che hanno preceduto gli Oscar e durante questo periodo i rivali per il premio come Miglior attore Timothée Chalamet e Michael B. Jordan hanno dominato la conversazione. Ognuno ha generato oltre 35 M€ di EMV, più di 500 milioni di views e oltre 13 M e 15 M di engagement rispettivamente. Chalamet si distingue non solo per la scala, ma anche per l’efficienza, con un engagement rate superiore al 6%, ben al di sopra della maggior parte dei suoi pari.

Insieme, rappresentano una quota significativa del totale della visibilità tra gli 11 candidati nelle categorie attoriali presenti nel nostro dataset.

Oscars nominees share of voice on Instagram (Image credit: Kolsquare)

Oltre a loro, anche le attrici hanno registrato performance solide. Elle Fanning, Rose Byrne e Kate Hudson hanno tutte superato i 10 M€ di EMV, grazie a una pubblicazione costante e a un engagement regolare.

Altri, come Renate Reinsve ed Ethan Hawke, hanno ottenuto una visibilità più moderata ma comunque significativa. Nel frattempo, attori come Leonardo DiCaprio hanno generato un engagement relativamente più basso nonostante un pubblico molto più ampio.

Nel complesso, gli account dei candidati hanno generato una reach significativa, ma il loro impatto è rimasto disomogeneo: anche i profili con le performance migliori si sono basati più su una visibilità costante che su veri momenti di rottura (compresa la polemica scatenata da Timothée Chalamet sul mondo della danza classica e del balletto). E sebbene abbiano contribuito alla conversazione, non l’hanno controllata del tutto.

Quel ruolo è stato assunto in gran parte da un altro gruppo di account.

Jimmy Fallon ha trasformato le interviste in momenti virali legati agli Oscar

Con 7,61 M€ di EMV, circa 80 milioni di views e appena 15 contenuti, Jimmy Fallon non è stato solo parte della conversazione sugli Oscar, ma l’ha amplificata su larga scala.

Ciò che colpisce è quanto presto sia iniziato tutto.

La sua performance non si è basata solo sulla notte degli Oscar ma già nei mesi precedenti, puntando su uno storytelling entertainment-first costruito attorno ai suoi ospiti.

Due esempi particolarmente rilevanti:

  • Una clip di Rose Byrne che affronta con ironia un quiz trivia su Seinfeld (3,6 M di views)
  • Alcune clip di Teyana Taylor durante lo show, una delle quali ha addirittura raggiunto 8,78 milioni di views

Momenti di intervista pensati per intrattenere, ma ancorati ad attori che facevano parte della conversazione sugli award. Fallon non si è limitato a raccontare gli Oscar ma ha inserito i candidati in formati virali settimane prima della cerimonia. 

Nel frattempo, Variety ha costruito la conversazione un post alla volta

Se Fallon rappresenta l’amplificazione, Variety rappresenta la costanza.

Come una delle voci più autorevoli dell’industria dell’intrattenimento, Variety si colloca all’incrocio tra Hollywood, media e pop culture e da oltre un secolo, contribuisce a definire il modo in cui film, talenti e awards season vengono raccontati e compresi.

Questo ruolo si riflette ovviamente nei dati.

Con 41 contenuti pubblicati da gennaio che menzionano i candidati agli Oscar presenti nel nostro dataset, Variety è stato uno degli account più attivi e più impattanti, generando 5,74 M€ di EMV e 3,22 M di engagement.

A differenza di Fallon, la performance di Variety non è stata trainata da picchi. È arrivata da una copertura editoriale continua. Ogni nomination, annuncio e contenuto dietro le quinte ha contribuito a una presenza costante.

Top Instagram accounts mentioning Oscars nominees (Image credit: Kolsquare)

A24 ha dimostrato che gli studios possono ancora vincere se sanno coinvolgere

Se Variety rappresenta i media legacy, lo studio cinematografico A24 rappresenta una forma più recente di influenza culturale.

Lo studio ha costruito un’identità forte attorno al cinema indipendente e a uno storytelling distintivo, con un brand che risuona in particolare tra i pubblici più giovani.

Questo posizionamento si è rafforzato durante la campagna degli Oscar di quest’anno. A24 aveva diversi film in corsa, guidati da Marty Supreme, candidato come Miglior film, Miglior regia e Miglior attore. Insieme a anche If I Had Legs I’d Kick You ha ottenuto una nomination come Miglior attrice per Rose Byrne, mentre The Smashing Machine è stato riconosciuto nella categoria Trucco e acconciatura.

Queste nomination hanno permesso ad A24 di essere presente sia nelle categorie principali sia in quelle di supporto, mantenendosi costantemente visibile durante tutta la conversazione legata agli award.

Questa visibilità si è tradotta in una forte performance su Instagram:

  • 5,27 M€ di EMV
  • 3,23 M di engagement
  • 4,26% engagement rate

Più che basarsi puramente sul volume, la performance di A24 riflette una presenza più deliberata, allineata alla portata della sua posta in gioco agli Oscar.

La casa cinematografica non limitata a promuovere film ma si è posizionata al centro del momento culturale.

Jamie Foxx mostra la forza dello storytelling in tempo reale

Una delle performance più interessanti arriva da Jamie Foxx, il cui impatto è stato trainato dall’immediatezza più che dal volume.

  • 2,61 M€ di EMV
  • 49,47 M di views
  • 41,81 M di reach

Man mano che gli Oscar prendevano forma, l’account di Foxx ha reagito in tempo reale alla vittoria di Michael B. Jordan, amplificandola attraverso una serie di post che risultavano al tempo stesso celebrativi e contestualizzati.

Ha condiviso clip di Jordan mentre riceveva il premio, durante il quale rendeva omaggio ai grandi attori neri americani che avevano aperto la strada al suo successo, alternate a scene del lavoro di Jordan in Sinners, nel franchise Creed e soprattutto nel suo ruolo rivelazione come il tragico Wallace nella serie cult The Wire.

Il contenuto non si limitava a mostrare la vittoria e celebrare il successo di Jordan. Ne rafforzava anche il significato, collegandolo a un contesto culturale più ampio. In una conversazione trainata in larga parte dai publisher, Foxx dimostra come lo storytelling in tempo reale possa generare un forte impatto anche senza volumi elevati.

Non tutto l’impatto arriva dagli account più grandi

Uno dei nomi più inaspettati nella top 30 è la giornalista francese Clémentine Abadie (@clementine.abadie).

Con meno di 10K follower, compare accanto a grandi account media e entertainment. La sua presenza nella top 30 dei KOL è trainata in gran parte da un solo Reel che menziona Timothée Chalamet e che ha raggiunto 6,07 milioni di views.

Il post cattura un momento in cui Chalamet, francofono madrelingua, usa con disinvoltura un’espressione di slang piuttosto volgare durante un’apparizione al telegiornale nazionale francese delle 20. Presentato come un POV e agganciato al trend francese OKLM, che significa “tranquillamente” o “senza sforzo”, il video intercetta il fascino dell’A-lister hollywoodiano presso il pubblico giovane francese.

La clip mette in evidenza l’imprevedibilità del momento, la sua immediatezza e la sua rilevanza culturale. L’umorismo emerge in modo naturale.

Accanto ad account che pubblicano decine di post, questo esempio mette in luce un altro tipo di performance: un singolo momento culturale ben costruito può generare una reach che va ben oltre il suo pubblico originario.

Quali brand di moda hanno vinto sul red carpet?

Per le maison del lusso, il red carpet degli Oscar è molto più di una vetrina che come ogni anno si è rivelato uno dei palcoscenici globali più potenti per trasformare la rilevanza culturale in visibilità, influenza e impatto misurabile.

I dati Kolsquare mostrano che i principali brand di moda hanno generato oltre 400 M€ di EMV nel periodo, con miliardi di views e reach. Qual è stato il brand più performante?

Chanel: couture e conversazione

Chanel.

L’iconico brand ha generato il più alto EMV su Instagram con 67,69 M€, il maggior numero di contenuti con 17,15K e la reach più ampia con 738,48 M, trasformando il celebrity dressing in una potenza digitale misurabile. Con 6,63K attivazioni KOL, Chanel ha ottenuto l’amplificazione più ampia tra i creator.

Indossato da talent come Teyana Taylor, Jessie Buckley e Nicole Kidman, Chanel ha trasformato la propria presenza sul red carpet in visibilità digitale. I suoi look hanno iniziato rapidamente a circolare in Reels e caroselli focalizzati su dettagli, texture e styling.

Questo si è tradotto in diversi momenti Chanel memorabili sul carpet, dagli abiti neri scultorei alle reinterpretazioni moderne di tweed e perle, rapidamente analizzati in Reels e caroselli con zoom su dettagli di ricami, catene in diamanti e accessori di perle.

Il loop è chiaro: look ad alto impatto creano immagini immediatamente riconoscibili, che a loro volta aumentano shareability e save-worthiness su Instagram. L’engagement rate di Chanel, pari al 3,28%, un solido risultato che si inserisce in una strategia di volume e visibilità di massa. Una strategia che in questo caso ha funzionato chiaramente.

Fashion brands ranked by EMV (Image credit: Kolsquare)

Dior e Louis Vuitton: casting preciso, ritorni forti

Se Chanel è stato il blockbuster della serata, Dior e Louis Vuitton sono stati i solidi co-protagonisti.

Dior si è posizionato al secondo posto per EMV (59,12 M€), con 6,61K attivazioni KOL, appena sotto Chanel, e uno dei più alti engagement rate tra i mega-brand, pari al 4,97%. Il suo contenuto non si è limitato a raggiungere il pubblico, ma lo ha coinvolto davvero.

Sul carpet, la presenza di Dior è stata sostenuta da momenti couture di alto profilo, come l’abito di Rose Byrne.

Louis Vuitton, invece, ha sfruttato un mix intelligente di womenswear da red carpet e menswear curato nei dettagli. Il brand ha vestito Emma Stone, Wunmi Mosaku, Chase Infiniti, Michael B. Jordan e altri, facendo sì che il suo logo e le sue silhouette comparissero in quasi tutte le principali roundup dei best dressed.

Nei dati, Louis Vuitton si colloca al terzo posto dietro Chanel e Dior per EMV (57,46 M€), reach (707,67 M) e attivazioni KOL (6,25K), ma con numeri di views particolarmente forti (820,44 M). Il brand ha trasformato efficacemente le sue presenze sul red carpet in una serie di mini-campagne, amplificate dai creator attraverso Reels e caroselli.

Saint Laurent, Gucci e Prada: autorità di stile più che scala

Subito sotto la top 3 si trova un potente gruppo di brand: Saint Laurent, Gucci e Prada. Sul carpet, Saint Laurent ha vestito attori come Zoe Saldaña e Felix Kammerer con tailoring deciso e linee lunghe e pulite, esattamente il tipo di outfit che vengono ripostati con caption come “simple but perfect” e “this is how you do classic black”.

Anche Gucci e Prada hanno registrato solide performance durante gli Oscar, sebbene con un impatto digitale complessivo leggermente inferiore rispetto ai brand ai vertici. Il momento più forte di Gucci è arrivato grazie all’abito di Demi Moore e ad altre apparizioni di alto profilo, ampiamente commentate in relazione all’evoluzione della direzione creativa del brand.

Gli Oscar si vincono forse sul palco, ma su Instagram vengono plasmati da un ecosistema molto più ampio.

Attori, media, creator e brand giocano tutti un ruolo. Ma i veri vincitori sono quelli che sanno trasformare arte e cultura in contenuti che risuonano sia con i creator sia con il pubblico.

Kolsquare è la piattaforma di Influencer Marketing leader in Europa e offre una soluzione data-driven che consente ai marchi di scalare le proprie strategie attraverso partnership autentiche con i migliori influencer.

La tecnologia avanzata di Kolsquare aiuta i professionisti del marketing a identificare senza problemi i migliori influencer filtrando i loro contenuti e il loro pubblico, consentendo inoltre di costruire, gestire e ottimizzare le campagne dall'inizio alla fine. Ciò include la misurazione dei risultati e il benchmarking delle prestazioni rispetto alla concorrenza.

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Certificata B Corp, Kolsquare è leader nella promozione dell'Influencer Marketing Responsabile, sostenendo la trasparenza, le pratiche etiche e le collaborazioni significative che ispirano un cambiamento positivo.

Da Ottobre 2024, Kolsquare è entrata a far parte del gruppo Team.Blue, una delle più grandi aziende tecnologiche private in Europa, leader nel settore digitale per aziende e imprenditori in tutta Europa. Team.Blue riunisce oltre 60 marchi di successo nei settori del web hosting, dei domini, dell'e-commerce, della compliance online, della lead generation, delle soluzioni applicative e dei social media.

FAQs -  Domande frequenti

5 consigli per una strategia di influencer Marketing di successo

Per sviluppare una strategia di influencer marketing di successo, è fondamentale seguire alcuni passaggi chiave che permettano di massimizzare l’impatto delle collaborazioni con gli influencer e costruire relazioni autentiche con il pubblico. Te ne diamo 5:

  1. Definisci chiaramente gli obiettivi della campagna
    Prima di avviare qualsiasi collaborazione con gli influencer, stabilisci gli obiettivi che desideri raggiungere. Vuoi aumentare la notorietà del brand, migliorare l'engagement o promuovere un prodotto specifico? Un obiettivo chiaro ti aiuterà a scegliere gli influencer giusti e a misurare il successo della tua campagna.
  2. Scegli gli influencer in base al target
    Seleziona influencer che abbiano un pubblico simile al tuo target di consumatori. Un influencer con una community di nicchia o un micro influencer che si rivolge a un gruppo specifico può essere più efficace di una celebrità con milioni di follower. La chiave è la pertinenza e la connessione autentica che l'influencer ha con i suoi follower. Questo assicurerà che il messaggio arrivi ai giusti destinatari.
  3. Crea contenuti autentici e coinvolgenti
    I contenuti sponsorizzati devono essere creati in modo autentico, rispettando il tono e lo stile dell'influencer. La sponsorizzazione del prodotto non deve sembrare forzata, ma deve essere integrata organicamente nel contenuto che l'influencer crea. Che si tratti di una recensione di prodotto o di un video tutorial, l’importante è che il messaggio risulti genuino e naturale, per non perdere la fiducia dei follower.
  4. Monitora e misura i risultati
    La misurazione è cruciale per capire se la tua strategia di influencer marketing sta funzionando. Monitora le metriche di engagement come like, commenti, condivisioni e il traffico generato sul tuo sito web o piattaforma sociale. Usa questi dati per ottimizzare le tue future campagne e per scegliere meglio gli influencer con i quali lavorare. Un buon monitoraggio permette di adattare in tempo reale la tua strategia di comunicazione.
  5. Costruisci relazioni a lungo termine
    L’influencer marketing non dovrebbe essere una strategia basata su collaborazioni una tantum. È infatti importante costruire relazioni durature per ottenere risultati più efficaci e autentici nel tempo. Questo può tradursi in partnership a lungo termine (gli influencer diventano veri e propri ambasciatori del brand) che aiutino a consolidare la brand identity e a migliorare la fiducia nei confronti del marchio. Le relazioni continuative possono anche portare a un coinvolgimento maggiore da parte dei follower.

Seguendo questi semplici passaggi, e naturalmente utilizzando piattaforme tecnologiche come Kolsquare, la strategia di influencer marketing avrà il potenziale per essere efficace e autentica.

L'evoluzione delle piattaforme sociali e il ruolo dei social negli ultimi anni

Negli ultimi anni, le piattaforme sociali hanno subito una trasformazione radicale, evolvendo da semplici strumenti di comunicazione a veri e propri ecosistemi digitali. Le aziende e i creatori di contenuti ora utilizzano i social media non solo per interagire con gli utenti, ma anche come un potente strumento per promuovere la propria azienda o attività e raggiungere il pubblico target. Piattaforme come Instagram, TikTok e Facebook sono diventate il fulcro per la costruzione della brand identity di qualsiasi compagnia, mentre i siti web stanno cercando di adattarsi a questa evoluzione offrendo contenuti dinamici e interattivi che si allineano con le tendenze.

Oggi gli utenti, sempre più consapevoli giocano un ruolo importante. Sono infatti sempre più informati e attenti ai contenuti che consumano e rappresentano una fetta significativa di pubblico che ha imparato a riconoscere e apprezzare i contenuti autentici e trasparenti. In effetti, la crescente consapevolezza ha portato molte aziende a modificare le strategie di marketing sui social media, mirando a un approccio più etico e responsabile. I punti di vista sono diventati un fattore cruciale nella creazione di contenuti, con le opinioni degli utenti che influenzano sempre più le decisioni di acquisto e le scelte di branding. L'interazione non è più un'opzione, ma una necessità per ottenere successo in un panorama digitale altamente competitivo.

Il primo influencer? Chiara Ferragni

Quando si parla di influencer marketing, è impossibile non pensare a Chiara Ferragni, la pioniera di questo controverso e magico settore. Grazie al suo blog di successo (The Blonde Salad), lanciato proprio durante l'ascesa dei blog, Chiara ha saputo creare una vera e propria brand identity: prima intorno a se stessa e poi intorno all'azienda che ha fondato (chiamata, per altro Chiara Ferragni Brand).

Grazie alla sua costante presenza su Instagram ha rivoluzionato la promozione dei prodotti, facendo della sponsorizzazione, attraverso recensioni genuine e coinvolgenti, un marchio di fabbrica. Le collaborazioni coi brand sono diventate sempre più frequenti, prima con aziende del settore cosmesi e poi con una miriade di altre. Tutte hanno qualcosa in comune: cercano di approfittare della sua influenza per attrarre nuovi e possibili consumatori. Chiara, infatti, ha trasformato la sua immagine in quella di una celebrità come influencer, riuscendo a catturare l'attenzione degli utenti grazie all'autenticità e passione.

I brand fanno a gara per collaborare con lei: il suo modo di fare e comunicare ha attratto un pubblico target ampio e variegato. Con oltre 10 milioni di follower su Instagram, Chiara ha portato in primo piano il concetto di micro influencers e nano influencer, dimostrando che anche chi parte con numeri più contenuti può creare un impatto significativo nel mercato dell'influencer advertising. Le sue collaborazioni  e l'approccio al marketing hanno aperto nuove strade per le aziende che oggi cercano di sfruttare il potenziale di mercati di nicchia (e non sol). Con un sito web ben strutturato e una presenza forte sui social media, Chiara Ferragni ha dato il via alla rivoluzione digitale che ha cambiato il mondo della pubblicità, diventando un influencer di successo e un punto di riferimento nel mondo digitale.

Cos'è un influencer virtuale?

Gli influencer virtuali, come Lil Miquela e Shudu, sono personaggi generati al computer con un grande seguito sui social media. Questi influencer collaborano con i brand, spesso raggiungendo tassi di coinvolgimento più elevati rispetto agli influencer reali, e rappresentano una tendenza in crescita nel marketing digitale. Sì, nonostante non siano "in carne ed ossa" in alcuni casi si tratta di veri e propri opinion leader. Se desideri saperne di più. a riguardo, abbiamo approfondito l'argomento in quest'articolo.

Come si fa a ottenere follower/seguaci sui social?

Per ottenere follower sui social media (Instagram, TikTok, Facebook, Snapchat), è fondamentale adottare strategie mirate e costruire una community autentica. Il mondo digitale offre molte opportunità, ma il vero successo arriva creando contenuti di valore che catturino l’attenzione del consumatore e coinvolgano il pubblico target. La collaborazione con gli influencer, in particolare con micro influencer e nano influencer, può essere una strategia vincente, poiché questi creator hanno un legame più stretto con i loro follower e possono influenzare le decisioni di acquisto in una particolare nicchia.

Anche le celebrità giocano un ruolo importante, sebbene spesso le celebrità di serie B siano più accessibili per le marche interessanti che vogliono entrare nel mercato dell’influencer advertising. Inoltre, il numero di follower non è l’unico fattore da considerare: la fiducia nei confronti dell’influencer e il suo engagement reale sono più determinanti per il successo di una strategia.

Utilizzare strategie di comunicazione efficaci, come il coinvolgimento diretto degli utenti, l’uso di trend attuali e la creazione di contenuti interattivi, aiuta a costruire una presenza forte sulla piattaforma sociale scelta. Infine, anche i media digitali e i macro influencer possono dare visibilità, ma è fondamentale scegliere collaborazioni in linea con i propri valori per attrarre potenziali clienti e consolidare la propria immagine nel mercato.

Cosa significa influencer? Definizione e alcuni esempi

Secondo l'Accademia della Crusca, il termine influencer significa: personaggio popolare soprattutto in rete che è in grado di influenzare l'opinione pubblica riguardo a un certo argomento.

Un influencer è una persona che, grazie alla presenza sui social e la capacità di coinvolgere il pubblico, influenza le scelte e le opinioni dei follower. La pioniera è stata senza dubbio Chiara Ferragni, oggi una vera e propria celebrità che ha saputo trasformare il suo blog di successo in un vero impero digitale, collaborando agli albori con aziende del settore cosmesi e un’azienda internazionale di rossetti. Oggi, piattaforme come Instagram e Tiktok sono essenziali per l'ascesa degli influencer.

Gli influencer si possono suddividere in diverse categorie in base al numero di follower e al loro impatto sul pubblico. I mega-influencer (oltre 1 milione di follower) sono celebrità con una visibilità globale e collaborano spesso con aziende internazionali e altri brand di lusso. I macro-influencer (da 100.000 a 1 milione di follower) hanno un’ampia audience e sono molto richiesti per la sponsorizzazione di prodotti grazie alla loro capacità di generare engagement. I micro-influencer (tra 10.000 e 100.000 follower) sono perfetti per collaborazioni di nicchia, come quelle con brand di cosmesi bio, perché hanno un rapporto più diretto e autentico con la loro community. Infine, i nano-influencer (meno di 10.000 follower) sono spesso considerati i più credibili, poiché promuovono il prodotto attraverso persone autentiche e sono ideali per strategie di marketing mirate su piattaforme come Instagram, anche a livello locale, in città come Bergamo, Genova e Palermo che sono attualmente in auge.

Sulla base di questi personaggi, nasce l’influencer marketing, una disciplina nella quale le aziende collaborano con queste figure per promuovere un prodotto in modo autentico spesso attraverso la sponsorizzazione dello stesso o la pubblicazione di recensioni di prodotti. Le collaborazioni tra brand sono ormai comuni, specialmente nel settore beauty, con esempi come i brand di cosmesi bio che puntano su influencer per rafforzare la brand identity dell’azienda.

Come si trovano gli influencer nel proprio settore di attività?

Koslquare offre vari modi per trovare influencer per settore. È possibile effettuare ricerche via parole chiave, hashtag, menzioni o emoji relative a uno specifico settore, brand e/o attività. E non dimenticare che la ricerca è illimitata: se non trovi il termine di ricerca giusto al primo tentativo potrai provare tutte le volte che vorrai.